AvaTrade: i maestri del trading online

AvaTradePerché sempre più trader scelgono AvaTrade
– Più di 200 strumenti su cui fare trading, tra cui commodities, indici e titoli
– Desktop, tablet, cellulare e web trading con AvaTradeAct & MetaTrader 4

– Ampia gamma di piattaforme di trading automatizzate e compatibilità con EA ed MQL5
– Conti con spread fissi e variabili a partire da solo 0,09 pip
– Esercitati con il loro pratico conto trading demo e mantieni intatto il tuo capitale
– Fondi del cliente tenuti in conti segregati per garantire la massima sicurezza
– Regolamentato in Europa, Australia, Giappone, Isole Vergini Britanniche e Sud Africa
– Inizia ora a fare trading con Ava e ottieni il bonus per nuovi clienti fino a 10.000€, o prova una delle loro piattaforme di trading senza rischi con il loro conto demo da 21 giorni.

Dal momento della loro fondazione, nel 2006 con sede a Dublino, AvaTrade si è guadagnato la reputazione di leader della rivoluzione del trading online, offrendo un ambiente di trading affidabile e a misura di utente basato sulle piattaforme più avanzate e sostenuto da solidi istituti finanziari.
I risultati parlano chiaro: AvaTrade ha al momento 200.000 utenti registrati in tutto il mondo, che ogni mese piazzano più di 2 milioni di operazioni.
In qualità di cliente AvaTrade sarete sempre di poter contare sulla scelta, l’assistenza e la sicurezza di cui avete bisogno.

AvaTrade Si impegnano a migliorare ed espandere costantemente la loro offerta. AvaTrade è stato tra i primi broker Forex a offrire il trading di CFD su commodity, indici e titoli. Ed è stato con grande anticipo che ha introdotto anche il trading di valute digitali, consentendo ai trader al dettaglio di aver accesso ai proficui mercati e comprendere il valore Bitcoin e Litecoin.

Come cliente AvaTrade potrete trarre il massimo dall’ampia scelta di piattaforme di trading e modi di fare trading. Offrono due piattaforme di trading manuali (MetaTrader 4 e AvaTradeAct) con un supporto completo per il trading mobile e un’ampia gamma di piattaforma di trading automatizzato, tra cui Mirror Trader e MQL5.

Il loro pluripremiato team di assistenza è disponibile tramite telefono, email e chat live: in qualsiasi momento di apertura dei mercati potrete sempre parlare con qualcuno nella vostra lingua.
Offrono inoltre assistenza tramite una formazione costante, per permetterti di migliorare le vostre competenze di trading e farvi imparare nuovi concetti con video, articoli, e-book e analisi di mercato giornaliere gratis.

Per farvi avere successo sul mercato sia fondamentale offrire un ambiente di trading sicuro. I clienti di AvaTrade troveranno tutta la comodità e la tranquillità del trading con un broker conosciuto in un ambiente regolamentato ufficialmente.Avatrade

AvaTrade è un broker licenziato e regolamentato in UE, Giappone, Australia e Isole vergini britanniche.
In quanto tale, è soggetto a severi requisiti di conformità relativi alle gestione e la sicurezza dei fondi del cliente. Se vuoi dare un’occhiata sulle loro licenze e regolamentazioni basta cliccare qui.

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Operare nel forex

Forex – Ricchezza e povertà


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Il mercato forex è un mercato monetario interbancario o tra altre controparti, creato nel 1971 quando cominciarono ad apparire tassi di cambio fluttuanti.
Il forex exchange market è enorme se comparato ad altri mercati. Ad esempio, il volume medio giornaliero di scambi che riguardano i buoni del Tesoro USA è di 300 miliardi di dollari e il mercato azionario USA ha un volume medio giornaliero di meno di 10 miliardi di dollari. Dieci anni fa il Wall Street Journal ha stimato che il volume giornaliero degli scambi che avvengono sul forex ecceda i 1.000 miliardi di dollari. Oggi il volume delle transazioni è stimato intorno ai 4.000 miliardi di dollari al giorno.
Prima del 1971 un accordo internazionale denominato Bretton Woods Agreement impediva la speculazione sui mercati valutari. Gli accordi di Bretton Woods erano stati conclusi nel 1944 con il fine di stabilizzare le valute internazionali e prevenire la fuga dei capitali tra le nazioni. Questi accordi fissarono un tasso di cambio tra tutte le valute ed il dollaro e fissarono il tasso di cambio tra il dollaro e l’oro (35 dollari per oncia). Prima di tale accordo il gold exchange standard era in uso fino dal 1876. Il gold standard prevedeva l’uso dell’oro come base di ciascuna valuta e in questo modo impediva a re e governanti di svalutare arbitrariamente il denaro e di innescare l’inflazione.

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Il gold exchange standard presentava, comunque, numerosi problemi. Al crescere, un’economia avrebbe importato beni dall’estero fino all’esaurimento delle riserve auree. Il risultato di ciò era una restrizione dell’offerta di moneta nel paese che causava un innalzamento dei tassi di interesse comportante un rallentamento dell’attività economica che avrebbe potuto portare anche alla recessione.
Infine la recessione avrebbe causato una caduta dei prezzi dei beni così in basso che essi sarebbero apparsi convenienti ad altri paesi. Ciò a sua volta portava ad un flusso inverso di oro in entrata nell’economia e il risultante aumento nell’offerta di moneta causava una caduta del tasso d’interesse ed un rafforzamento dell’economia. Tali pattern di boom-recessione erano frequenti nel mondo durante gli anni del gold exchange standard e fino allo scoppio della Prima guerra mondiale che interruppe il libero flusso degli scambi e di conseguenza i movimenti dell’oro

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Dopo la guerra fu adottato il Bretton Woods Agreement, col quale le nazioni partecipanti accettavano di mantenere il valore delle loro valute all’interno di uno stretto margine di cambio con il dollaro. Un tasso era anche fissato per stabilire il rapporto del dollaro rispetto all’oro. Alle nazioni era proibito di svalutare la propria valuta oltre il 10% per migliorare la propria posizione commerciale. In seguito alla Seconda guerra mondiale il commercio internazionale si espanse rapidamente per via delle esigenze di ricostruzione post-bellica e ciò comportava massicci movimenti di capitali. Ciò destabilizzava i tassi di cambio che erano stati fissati per mezzo degli accordi di Bretton Woods.
Tali accordi furono infine abbandonati nel 1971, e in seguito a ciò il dollaro non fu più convertibile in oro. A partire dal 1973, le valute delle nazioni maggiormente industrializzate divennero più liberamente fluttuanti, essendo spinte principalmente dalle forze dell’offerta e della domanda. I prezzi erano formati da volumi, velocità e volatilità crescenti durante gli anni settanta. Ciò portò alla nascita di nuovi strumenti finanziari, alla deregolamentazione del mercato e al libero scambio. Comportò inoltre un aumento del potere degli speculatori.
Negli anni ottanta l’avvento dei computer accelerò i movimenti internazionali di capitali e il mercato divenne più continuo, con scambi che si svolgevano tra il continente asiatico, europeo ed americano, ed i relativi fusi orari. Le grosse istituzioni bancarie crearono sale operative in cui centinaia di milioni di dollari, sterline e yen venivano scambiati nel giro di pochi minuti. Gli odierni broker operano quotidianamente nel forex, avvalendosi di strumenti elettronici, ad esempio a Londra, dove singoli scambi per decine di milioni di dollari vengono attualmente conclusi in pochi secondi. Il mercato è cambiato significativamente essendo la maggior parte delle transazioni finanziarie finalizzate non all’acquisto o alla vendita di beni ma al fine di speculare sul mercato essendo l’intento della gran parte degli operatori di fare soldi con i soldi.

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Londra si è affermata come il principale centro finanziario globale ed è il più grosso mercato forex del mondo. Tale affermazione non è dovuta solo al suo posizionamento, che le consente di operare durante l’apertura dei mercati asiatici ed americano, ma anche alla creazione del mercato dell’Eurodollaro. Il mercato dell’Eurodollaro si venne a creare durante gli anni 50 quando i proventi che l’Urss derivava dalla vendita del petrolio, tutti denominati in dollari, venivano depositati al di fuori degli USA per il timore che venissero bloccati dalle autorità statunitensi. Questa pratica fece sì che un grosso quantitativo di dollari statunitensi si trovasse al di fuori del controllo degli Stati Uniti. Queste vaste riserve di liquidità erano molto attraenti per gli investitori di tutto il mondo in quanto erano soggette ad una regolazione molto meno penetrante e offrivano una redditività più elevata.
Al giorno d’oggi Londra continua a crescere in quanto un numero crescente di banche americane ed europee stabiliscono i loro quartieri generali regionali nella City. I volumi scambiati su questi mercati sono enormi e le banche più piccole, gli hedgers commerciali e i piccoli investitori hanno raramente accesso diretto a questo mercato liquido e competitivo, sia perché non soddisfano i requisiti di credito necessari sia perché le dimensioni delle loro transazioni sono troppo limitate. Ad ogni modo oggi i market maker possono scomporre le loro grosse unità inter-bank ed offrire ai piccoli operatori l’opportunità di comprare e vendere un numero qualsiasi di tali unità più piccole (lots).