Uefa Champions League 2016/17

Uefa Champions LeagueLa Uefa Champions League, è il più prestigioso torneo internazionale calcistico in Europa per squadre di club.
L’attuale denominazione sostituì nel 1992 quella storica di Coppa dei Campioni d’Europa propriamente detta, cui fino al 1997 parteciparono le squadre vincitrici dei rispettivi campionati nazionali di massima divisione. Inizialmente la Coppa dei Campioni, istituita nel 1955, prevedeva esclusivamente doppi turni ad eliminazione diretta e la sola partecipazione delle squadre vincitrici della massima divisione del proprio paese.
Dagli anni novanta i requisiti per la partecipazione al torneo furono rivisitati ed estesi ad alcune squadre classificatesi seconde nel proprio campionato nazionale. Inoltre dal 1991 erano state introdotte una o più fasi a gironi.
SNAI SCOMMESSE
Nella sua formula attuale la Uefa Champions League inizia a luglio con tre turni preliminari di qualificazione e un turno di play-off.
Le 10 squadre che superano questa fase accedono alla fase a gironi, unendosi ad altre 22 squadre già qualificate.
Le 32 compagini si affrontano dunque in otto gironi composti ciascuno da quattro squadre, con partite di andata e ritorno.
Le sedici squadre classificatesi al primo o al secondo posto nei gironi vengono ammesse alla fase a eliminazione diretta, che inizia con gli ottavi di finale e culmina con la finale in gara unica, disputata nel mese di maggio.
La squadra campione acquisisce il diritto a disputare la gara valida per l’assegnazione della Supercoppa UEFA e si qualifica per la Coppa del mondo per club FIFA, che assegna il titolo di campione del mondo per club.

La formazione che ha vinto più edizioni di Uefa Champions League è il Real Madrid con 11 titoli (di cui 5 consecutivi dal 1955-1956 al 1959-1960), seguita dal Milan (7) e dal terzetto formato da Liverpool, Bayern Monaco e Barcellona, tutte a quota 5. La competizione è stata vinta da 22 squadre, 12 delle quali hanno sollevato il trofeo per due o più volte. L’ultima compagine capace di conquistare il trofeo per due anni consecutivi è stato il Milan, nel 1988-1989 e 1989-1990.

Grazie alle qualificazioni delle due squadre italiane Napoli e Juventus si può ben sperare che quest’anno il trofeo torni in italia. Buona fortuna ad entrambi.

Risultati degli ottavi di finale di Uefa Champions League 
champion league

UEFA_Champions_League con betclic

Risultati dei quarti di finale della Champion League 2017

champion league

 Programma delle semifinali

champion league

Per una informazione più dettagliata sull’argomento puoi consultare questa pagina

Storia di una leggenda – Juventus

Breve racconto della storia della società calcistica Juventus.

juventus

In una panchina di Corso Re Umberto, uno dei viali nobili nel centro di Torino, vi si ritrovano un gruppo di amici uniti dalla passione per il football, quel gioco così speciale, da poco “importato” dall’Inghilterra. C’è un’idea che li stuzzica: fondare una società sportiva che proprio nel football abbia la sua ragione d’essere.

I ragazzi studiano al Liceo Classico Massimo D’Azeglio, sono istruiti e il più grande di loro non supera i 17 anni. Per questo il nome che scelgono, in latino, significa “Gioventù”. Quel nome è Juventus. È il 1 novembre del 1897 e loro ancora non lo sanno, ma hanno dato vita a una leggenda.

Nasce così, quasi per gioco, la squadra più gloriosa d’Italia. Il primo presidente della società è Enrico Canfari, il primo campo è in Piazza d’Armi e la prima maglia è rosa. Con quella maglia, nel 1900, la Juventus debutta in campionato.

Tre anni dopo arriva il bianconero, importato da Nottingham e cinque anni più tardi, nel 1905, ecco il primo titolo italiano, dopo un’avvincente finale a tre con Genoa e Milanese. Il presidente è lo svizzero Alfredo Dick che però, dopo qualche screzio nello spogliatoio e alcune contestazioni, lascia la società, fondando il Torino e portando con sé i migliori stranieri.
Seguono anni non facili per la Juventus che, fino allo scoppio della Grande Guerra, non può competere con le nuove potenze calcistiche del momento, la Pro Vercelli e il Casale.

Subito dopo il primo conflitto mondiale però, i bianconeri tornano protagonisti: il portiere Giacone e i terzini Novo e Bruna sono i primi giocatori bianconeri a vestire la maglia della Nazionale. Presidente è il poeta e letterato Corradino Corradini, che è anche l’autore dell’inno sociale che resiste sino agli Anni Sessanta.

Il 1923 è un anno speciale: in Prima Squadra debutta Giampiero Combi, uno dei più grandi portieri di tutti i tempi, e, soprattutto, cambia la guida della società. Il 24 luglio l’assemblea dei soci elegge per acclamazione il nuovo presidente: il dottor Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della FIAT.

La squadra ha ora un campo tutto suo, in Corso Marsiglia. Le tribune sono in muratura e i tifosi aumentano giorno dopo giorno. Ci sono insomma tutte le premesse per salire ai vertici assoluti del calcio italiano: a rafforzare una squadra che già conta su giocatori come Combi, Rosetta, Munerati, Bigatto e Grabbi, arrivano il primo vero allenatore, l’ungherese Jeno Karoly, e il primo fuoriclasse straniero, anch’egli ungherese, la mezz’ala sinistra Hirzer.

Nel 1925/26 la Juventus conquista il secondo tricolore, dopo un’avvincente finale con il Bologna, superato solo allo spareggio, e una finalissima con l’Alba Roma. É solo l’inizio: dal 1930 al 1935 la Juve è la padrona assoluta del campionato e a Torino arrivano cinque scudetti consecutivi.

I protagonisti del “Quinquennio d’oro” sono il tecnico Carlo Carcano e campioni del calibro di Orsi, Caligaris, Monti, Cesarini, Varglien I e II, Bertolini, Ferrari e Borel II.

La Juve dà anche un apporto determinante alla Nazionale, che conquista il titolo mondiale a Roma nel ’34.

Sempre negli anni Trenta la squadra fa le prime esperienze di calcio internazionale, partecipando alla Coppa Europa, antenata illustre della Coppa dei Campioni. I bianconeri non hanno fortuna, ma in ben quattro occasioni approdano alle semifinali.

La Juventus torna al successo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1947, Giovanni Agnelli, figlio di Edoardo, tragicamente scomparso nel 1935 in un incidente aereo, diventa presidente della società, i cui campioni più rappresentativi sono adesso Carlo Parola, i danesi John Hansen e Praest e, soprattutto, Giampiero Boniperti. Arrivano, accolti da folle oceaniche di tifosi, gli scudetti del 1950 e del 1952.

Nel 1953 Giovanni Agnelli lascia la presidenza, che due anni più tardi passerà al fratello Umberto. Un nuovo ciclo trionfale è alle porte: con l’arrivo di Omar Sivori e John Charles, la squadra bianconera conquista lo scudetto nel 1958, fregiandosi, prima società in Italia, della stella al merito sportivo per avere raggiunto i dieci titoli nazionali.

Negli anni Sessanta arrivano altri tre successi, l’ultimo, nel ’67, sotto la presidenza di Vittore Catella, ma è con l’inizio del nuovo decennio che la storia bianconera si fa ancor più gloriosa. Giampiero Boniperti ha ormai appeso le scarpe al chiodo, ma non smette di guidare la squadra: prima lo faceva dal campo, nel 1971, il 13 luglio, inizia a farlo da dietro la scrivania. Boniperti diviene presidente e la Juve non si ferma più.

Fonte